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ART FLOW IN TURIN

Si sa che Torino in questo periodo ci regala il meglio di sé. Sempre attiva, sempre accessibile, pronta a mostrare, a chi ha gli occhi aperti, tutte le sfumature dell’arte. Questo è il mese in cui la città sprigiona tutta la sua bellezza, più di sempre. 

E Artissima è solo un inizio. Dal 6 di Novembre l’aria che si respira nelle strade ha qualcosa di diverso: è partito un percorso, fatto di nomi, di storie, di colori e materiali, di persone. 

I padiglioni fieristici, le gallerie, grandi e piccole, i laboratori e le aree didattiche si caricano di creatività: tutti sbarrano gli occhi per far parte di quel clima vivace, di quel fermento che trasforma i luoghi in spazi di unione, di percezione comune. 

 

It is well known that in this period Turin gives us the best of itself. Always dynamic, always open, ready to show all art shade, to those who have their eyes open. This is the month when the city releases all of its beauty, more than ever. Artissima is just the beginning. From November 6th the air you breathe in the streets has something different: it is a journey made of names, stories, colors and materials, people. The halls exhibition, galleries, large and small laboratories and workshops are full of creativity: everyone keeps their eyes wide open so they can be part of the lively atmosphere, of that ferment which transforms places into collective spaces and shared perception.

 

 

Un paio di gallerie da nominare? La Galo Gallery, che ha unito la pop art di Ben Frost ai graffiti di Galo, la Amantes che ha lasciato le porte aperte e i muri bianchi pronti all’espressione libera di chiunque. Si susseguono continue suggestioni e stimoli visivi che danno la sensazione di essere assaliti da bellezza, stranezza, profondità, mondi percettivi così lontani tra loro, tutti insieme.

 

Some great galleries? The Galo Gallery, which combines the pop art of Ben Frost with Galo’s graffiti. The Amantes, who left its doors open and its white walls ready to embrace everyone’s expression. This was followed by continuous visual impulses and suggestions that give the feeling of being assaulted by beauty, strangeness, depth, perceptual worlds so different from one another, all together.

 

 

 

Chi è entrato a Paratissima può dire di non essere mai voluto uscire: fino all’ultimo minuto la gente accorreva per osservare, conoscere, carpire il più possibile: i protagonisti sono pittori, scultori, fotografi, illustratori, stilisti, registi, designer, ma anche tutti coloro che trovano in quei mondi un’ispirazione. C’è la storicità degli artisti più famosi e c’è tanto spazio per il nuovo, in tutte le discipline, nessuna esclusa. 

 

Who came to Paratissima can say that they would never want to get out: until the last minute people came to see, to know, steal as much as possible: the protagonists are painters, sculptors, photographers, illustrators, designers, directors, designers, but all those who find inspiration in those worlds too. There is the tradition of the most famous artists and there is plenty of room for the new, in all disciplines, without exception.

 

 

E attenzione, non c’è solo chi lavora sotto i riflettori: c’è chi crea in una stanza ed espone al buio, aspettando che lo stupore del mattino mostri il più forte fra i terreni di comunicazione: la strada. La Shit Art Fair, una delle tante esposizioni presenti, ma quella che ha dimostrato un po’ di fascino in più: sarà l’illegalità o forse la semplice scelta del tessuto urbano come costante portatore di linguaggi. 

 

And watch out, there is not only those who work in the spotlight: someone creates in a room and exposes in the dark, waiting for the morning surprise to show the strongest way of communication: the street. Shit Art Fair, one of the many exhibitions, showed a little extra charm: maybe it’s the illegal feeling or maybe just the simple choice of the urban fabric as the constant bearer of expressions.

 

 

 

In pochi giorni ci si sente investiti da tanti impulsi artistici diversi che si tende a fotografare ogni cosa per arrivare ad esserne completamente coscienti. E non sempre funziona. C’è qualcosa in più, che arriva dopo, che rimane a chi s’intende d’arte, a chi ci lavora e a chi no. I racconti di un weekend possono creare mille altre storie, basta l’imput, questo è il bello.

 

In so few days you feel invested with so many different artistic impulses that you feel like photograph every single piece so to fully figure it out. And it doesn”t always work: there is something more, something that comes a little later, that lies in the heart of those who understand art, to those who works with it or not. The tales of a weekend can create other million stories, you just need the imput: that’s the best part.

 

 

  

 

 

Author: Kamilla Lucarelli

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